Abbiamo bisogno di aiuto: Sinaaj Jooj Xiik Pichekiix, Aj'ki'j Maya, Sacerdote del Tempo e Guida Spirituale Maya, Attivista e Protettore della Madre Terra, rischia il carcere.

October 23, 2018

 

"C'è un piccolo grande uomo, é un indigeno maya che vive in un piccolo grande Paese che è il Guatemala. Lui stà combattendo una grande battaglia: quella di un piccolo grande uomo indigeno con un enorme cuore e grande coraggio contro la potenza delle multinazionali e la dilagante corruzione presente nel suo Paese.

Questo piccolo grande uomo é la persona che ha calcolato la famosa data del 21 dicembre 2012, il Passaggio alla Nuova Era. Aveva deciso di divulgare ciò che aveva scoperto stampandolo su fogli di carta da distribuire gratuitamente tra i villaggi maya e, dopo anni, ha visto altri far girare le sue scoperte in tutto il mondo, con la citazione "I maya dicono che il 2012 sarà la fine del mondo", storpiando ogni verità ma arricchendosi con il nome dei maya.

Questo piccolo grande uomo che vive in un piccolo villaggio maya schiacciato dalla siccità a causa dei cambiamenti climatici causati dall'inquinamento degli Occidentali è uno dei più grandi calendaristi e sacerdoti del tempo maya al mondo.

Questo piccolo grande uomo non sta viaggiando per il mondo per fare grandi conferenze sull'amore per la Madre Terra, ma ha deciso di rimanere a resistere nella sua terra, rischiando ogni giorno la vita, per tentare di difenderla dai progetti delle miniere estrattive e dagli interessi dei potenti, e per aiutare gli indigeni che si trovano in un gravissimo stato di povertà. 

Questo piccolo grande uomo da 4 anni é perseguitato giuridicamente con false accuse per aver difeso le terre Indigene, luoghi sacri ai maya, e oggi rischia il carcere dimenticato dal mondo dai Mass Media e soprattutto da chi ha speculato sui Maya in tutti questi ultimi anni qui in occidente senza saperne un fico secco di cosa significhi essere maya. 

Che sia fatta giustizia! Per lui e per tutti gli coloro che difendono Madre Terra! Per tutti coloro che camminano le proprie parole.

Pichekiix forse il mondo se ne frega ma sei un eroe!"

Parole di Jenny Roncaglia

 

 

Il 9 ottobre 2018 l'abuelo Maya Pichekiix, dopo 4 anni di processo per crimini non commessi, è stato formalmente condannato a 10 anni e 8 mesi di carcere e al pagamento di una multa, per quanto lo stesso giudice abbia ammesso nella lettura della sentenza che l'accusa non ha portato prove valide a suffragare quanto a lui è stato imputato.

 

L' equipe di avvocati, che da 4 anni lo sta assistendo e proteggendo gratuitamente in Guatemala, ha però bisogno di un sostegno economico, quanto meno per coprire le ingenti spese che dovrà sostenere per appellarsi alla sentenza.   

 

La Terra, l'Acqua e l'Aria che Pichekiix vuole proteggere sono anche nostri. La sua lotta e il suo sacrificio sono quindi anche per noi che viviamo in questo lato del Mondo.

 

Con questa consapevolezza da anni lo stiamo appoggiando e sostenendo come riusciamo. Chi volesse aiutarci ad appoggiare economicamente lui e il suo avvocato è invitato a prendere contatto con noi scrivendo a: camminolibellula@libero.it

 

Di seguito trovate una lettera in cui Pichekiix racconta la sua storia e poi un video che lui ci ha chiesto di condividere con i figli e le figlie della Terra di Italia dopo che ha saputo di essere stato condannato.

 

 

 

Lettera di Sinaaj Jooj Xiik Pichekiix

 

"Sono una guida spirituale di origine nativa Maya del Guatemala, sono un dirigente comunitario e un attivista per la protezione dei diritti del popolo Maya e di Madre Terra.

 

Sono nato e vivo a Rabinal nell'Alta Verapaz in Guatemala e da anni cerco di proteggere la mia terra contro gli interessi di miniere e altri Poteri Forti.

Rabinal negli ultimi 10 anni è stata completamente devastata, dove c'era un clima mite ora c'è un caldo torrido (nella maggior parte dell’anno la temperatura si aggira sui 40°), la vegetazione sta sparendo (hanno piantato alberi che asciugano la terra così da sfiancare gli agricoltori, e comprare la terra per poco ed estrarre minerali) e il clima è quasi desertico. I pochi fiumi che prima erano potabili ed erano utilizzati dalla comunità ora sono inquinati. I Maya sono ridotti in estrema povertà e meglio sta la popolazione di discendenza spagnola che controlla tutta l’economia locale.

A Rabinal, chi prova a ribellarsi spesso viene ucciso. Così, ad esempio, è successo al nostro sindaco di nel 2017.

 

Però io in questi anni ho continuato la mia missione, anche se gran parte dei miei stessi concittadini sono contro di me o perché sono stati in un qualche modo corrotti, o perché ho nel tempo contribuito a bloccare progetti che avrebbero devastato l'ambiente, ma avrebbero apparentemente portato risorse economiche alla cittadina (guadagni economici che in realtà, come è già accaduto in altri luoghi del Guatemala, mai arrivano davvero ai Maya).

 

Nel 2014, i Presidenti del Cocodes (consiglio comunitario dello sviluppo urbano e  rurale) chiesero a me e ad altri agricoltori Maya di vendere i nostri terreni per una cifra molto bassa già stabilita da loro. Questa terra sarebbe servita a migliorare una strada di accesso a Rabinal secondo un progetto del Governo. Questa strada, in realtà, sarebbe servita a una impresa mineraria (tuttora anonima) per arrivare più facilmente qua e iniziare opere di estrazione (tra l'altro in montagne sacre per noi Maya), che avrebbero ovviamente devastato l'area definitivamente.

Consapevole di ciò, ho riunito gli altri proprietari e li ho convinti tutti a non vendere.

Da quel momento, per me, è iniziato un vero calvario giudiziario orchestrato da dirigenti politici Maya, polizia e giudici corrotti.

Nel giro di neanche un mese, è stato aperto un caso giudiziario contro di me e sono stato accusato di: Sequestro, Furto di 5.000 Quetzales (circa 580 euro), Agressione, Violenza Sessuale, Calunnia contro l’autorità (polizia), detenzione di ossa umane di donne seppellite nel suo terreno, detenzione di armi bianche con la volontà di utilizzarle contro la polizia, sospetto di detenzione di droga e stupefacenti.

Per quanto queste accuse siano surreali, mi hanno portato a essere perseguitato in Tribunale attraverso una causa che dura oramai da 4 anni. In particolare, hanno portato avanti con forza l’accusa di violenza sessuale che avrei perpetrato ai danni di una minorenne che avevo assunto per fare pulizie presso la mia abitazione, solo per aiutarla a guadagnare qualcosa. Lei da me è sempre  venuta in compagnia di sua madre. Il Pubblico Ministero e la Difesa delle Donne Indigene, senza prove reali, continuano ad accusarmi con la compiacenza di Giudici che mantengo aperto il caso sul niente e sono pronti a giudicarmi colpevole.

Senza il bisogno di indagini particolarmente approfondite ho potuto scoprire che questa ragazza ha nel tempo sporto denuncie simili contro altri uomini e donne a scopo ricattatorio. E uno dei Giudici del mio caso nel 2017 è stato accusato ufficialmente di corruzione.

Però il mio processo resta aperto e non viene dato credito alle prove che porto in mia difesa. Per difendersi devo continuare a spendere denaro che come nativo Maya non ho (approssimativamente mi servirebbero 35.000 dollari e ne ho già spesi, grazie ad aiuti ricevuti, 15.000).

In questi anni, oltre a dovere sostenere lo stress delle udienze, dell’attesa di queste, e la possibilità di essere condannato e portato in carcere da un momento all’altro, nella mia quotidianità a Rabinal ho continuato a subire attacchi e vessazioni da parte dei Dirigenti Indigeni e soprattutto dalla polizia (più volte sono stato arrestato senza reale motivo e sono anche stato messo in carcere per alcuni giorni). In una occasione, nel momento in cui la polizia mi ha prelevato, ho pensato che mi avrebbero ucciso… sono fortunato che alcuni testimoni hanno assistito al mio sequestro.

 

Tutta questa azione contro di me ha lo scopo di eliminarmi e, soprattutto, di sottrarmi il terreno, che alla fine dovrò vendere per risarcire la donna che mi accusa, nel momento in cui sarò condannato.

 

Nel 2017 il processo sembrava mettersi per il meglio, ma ancora una volta senza giusta causa il giudice si è opposto all'azione del mio avvocato per fare chiudere questa azione legale contro di me.

 

Dopo avere potuto finalmente fare sentire la mia voce in Tribunale quando ho testimoniato, comunque il 9 ottobre 2018 sono stato formalmente condannato a 10 anni e 8 mesi di carcere e al pagamento di una multa, per quanto lo stesso giudice abbia ammesso nella lettura della sentenza che l'accusa non ha portato prove valide a suffragare quanto a lui è stato imputato.

 

Mentre il giudice stava leggendo la sentenza, è iniziata una pioggia torrenziale che per un lungo momento ha sovrastato con il rumore prodotto la sua voce e gli ha impedito di continuare a parlare e a leggere quanto aveva deciso... Dopo questo momento, il giudice è sembrato confuso e inaspettatamente senza apparente motivo ha abbassato la multa in denaro che in un primo momento sembrava orientato a chiedermi.

 

Ora attendo di sapere per fine ottobre se la mia richiesta di appello alla sentenza è stata accettata.

In caso contrario dovrò andare in carcere dove probabilmente morirò.

 

Ti ringrazio per la tua attenzione e per essere divenuto testimone della mia storia.

 

Maltiox.

Benedizioni.

Sinaaj Jooj Xiik Pichekiix"

 

 

 

 

Messaggio dell'abuelo Maya Pichekiix per i figli e le figlie della Terra di Italia

 

 

 

 

 

 

 

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